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 JAMES TURREL
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IL RAPPORTO CON LA LUCE




Tutto il lavoro di JAMES TURREL riporta alla relazione primaria con la luce. Collabora con psicologi della percezione, scienziati ed ingegneri su esperimenti riguardanti campi percettivi totali e deprivazione sensoriale.
E’ colui che riesce a farti sentire l’infinito attorno mentre ti trovi in una piccola stanza, costruisce un architettura celestiale ‘’Skyspaces’’ capace di ricordare allo spettatore che stiamo vivendo nel cielo
Utilizza la luce come forma facendola passare attraverso un prisma. La scompone nel suo "spettro" di colori e crea stanze dove lo spettatore è in grado di vivere l’esperienza di trovarsi nello spazio senza contaminazioni di luci esterne.
Il suo ultimo progetto è chiamato ‘’RODEN CRATER’’ e va avanti dal 1977.
E’ il suo Opus Magnum, opera d’arte senza precedenti, da lui definita come una porta per osservare la luce, il tempo e lo spazio.
E’ situata in Arizona del nord, creata all’interno di un cono di cenere vulcanica, minimamente invasiva per il paesaggio esterno regala il suo meglio nel cuore della notte, nei cieli blu incontaminati del deserto.Il progetto comprende 21 spazi di osservazione e 6 tunnel.
Ispirata alle tombe del neolitico, il Roden Crater è aldilà di ogni immaginazione ma purtroppo la costruzione è ancora in corso e noi l’attendiamo con ansia.

Vi lasciamo con le bellissime parole diGiuseppe Panza
Ricordi di un collezionista
Milano 2006, pp.152-154
Credits: Luca Maggio

‘’Il momento più importante doveva venire il giorno successivo. Riprendemmo l’aereo di Turrell a Overton dopo aver sorvolato il Gran Canyon e il Painted Desert, certamente tra i luoghi più belli del mondo. Fece alcune virate strette, piuttosto impressionanti per farci vedere dall’alto, il «Roden Crater» che aveva da poco individuato come il più adatto per realizzare il suo grande sogno: trasformare il cratere in una gigantesca opera d’arte con modifiche quasi invisibili. (…)

Solo nel tardo pomeriggio, finalmente ci avviammo verso il cratere, dove arrivammo quando il sole incominciava a scendere verso l’orizzonte. (…)


Iniziammo la salita, scivolando sopra la cenere vulcanica, si facevano due passi avanti e uno indietro. Finalmente si arrivò sopra il margine del cratere. Si vedeva un meraviglioso panorama: una lontanissima catena di montagne, i colori del Painted Desert irreali. Scendemmo all’interno del cratere, verso il centro, percorrendo un declivio dolce. Veniva il momento decisivo, potevamo alzare la testa e guardare attorno. Dopo alcuni minuti di esitazione la nostra attenzione rimase fissa, immobile, a guardare qualcosa di imprevedibile e impensabile. La volta celeste non era più in alto a una distanza infinita. Sembrava scendere verso la terra e la terra salire verso il cielo, come se queste due entità si unissero.


Era il cerchio quasi perfetto del margine del cratere che creava questo effetto. Un fenomeno unico, impossibile da percepire in condizioni diverse da quelle così speciali.


Ogni tanto, grandi nubi bianche attraversavano il cielo spinte dal vento. Il bianco stava cambiando in un altro colore; quasi improvvisamente il cielo si riempì di rosso. Le nubi sembravano enormi montagne galleggianti nell’aria, rosse. Intanto le nubi cambiavano forma, le nuove erano giallo oro, poi viola, rosa. Per alcuni minuti il cielo era attraversato da raggi verdi. Non eravamo di fronte a una finestra che ci consentisse di vedere bellissimi colori, come nella casa di Turrell; nel cratere, invece, tutto diventava colore, il colore era tutto, la terra spariva nella penombra del tramonto. Finalmente capivamo perché Turrell ci aveva fatto aspettare per farci vedere qualcosa di non immaginabile. Intanto il tramonto finiva. I colori impallidivano e sparivano, il cielo da blu diventava viola e da viola nero. Apparivano le prime stelle, luminose, sempre più luminose e sempre più numerose. (…)


Il programma di Turrell per fare diventare il cratere un’opera d’arte sarebbe costato alcuni milioni di dollari; una meravigliosa utopia, una vera utopia, per qualcuno che non aveva dollari. Ma aveva la caratteristica molto rara di essere un obiettivo bellissimo. Qualche volta le cose bellissime e quindi inutili, come tutte le cose veramente belle, possono diventare vere. Sono i sogni di chi crede nella forza silenziosa della bellezza, qualche volta vince e premia chi lavora per lei. Senza pensare ad altro, solo alla bellezza’’

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