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 ‘’THERE IS A PLANET’’
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ETTORE SOTTSASS IN MOSTRA ALLA TRIENNALE DI MILANO





Nato ad Innsbruck il 14 settembre 1917 nel 1948 entra nel gruppo ‘’Movimento arte Concreta” e nel  1958 (per 30 anni)  collabora con Olivetti vincendo il compasso d’oro con la sua Valentine (1970)  ; nel 1981 fonda il gruppo Postmodernista  “Memphis Milano’’ ispirato  dalla frase ‘’With the Memphis blues again’’ tratta da “Stuck inside of mobile” di Bob Dylan . Nel 2007 ci lascia e la triennale quest’anno gli dedica una mostra per il suo centenario. La curiosità che colpisce di più riguardo la sua professione di architetto è che non costruì mai un edificio pubblico in Italia:  ‘’I comuni non mi diedero mai nemmeno l’opportunità di costruire un vespasiano, ho costruito solo un edificio per un privato in Toscana ,mentre non ho avuto nessun problema negli Stati Uniti, Singapore, Cina..insomma dappertutto meno che in italia , non davo mai fiducia a nessuno...’’  .
L’arte era da lui concepita come un modo per risolvere i propri problemi . Amava disegnare tenendo conto della sensorialità : pesi, calori ,temperature, luminosità, riflessi , toccare una superficie di laminato gli dava un brivido erotico . I colori non erano pigmenti ma luci colorate, da qui è nata in lui la voglia di capire come fondersi con un paesaggio disumano fatto di luci proveninenti dall’esterno come Tv ,insegne pubblicitarie etc.

Dal 15 Settembre all’11 Marzo 2018 gli viene reso omaggio attraverso degli scatti che documentano i suoi viaggi. La mostra si estende su 9 stanze e 9 temi basati sugli scritti del progetto svolto ad inizi anni ‘90 per l’editore Wasmuth. Consiste in disegni , fotografie, oggetti , sculture , mobili, ceramiche. I temi sono:

- FOR SOME IT MAY BE SPACE - MAGIC DESIGN - MEMORIES OF WHIPPED CREAM - POLITICAL DESIGN - THE STRUCTURES ARE TREMBLING - BARBARIC DESIGN - RUINS - THE REAL SPACE - I WOULD LIKE TO KNOW WHY
Oltre alle fotografie di ‘’There is Planet’’ che sono appese lungo tutto il muro della galleria centrale troviamo anche una serie di fotografie risalenti al 1960 chiamata ‘’THE GIRLS IN ANTIBES’’;  Vi vogliamo far pregustare la mostra con alcuni scatti che troverete di seguito e vi invitiamo a prendervi qualche ora per leggere interamente gli scritti stampati a muro.