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LE VETRATE  ‘AFRO’ DI KEHINDE WILDE 



‘’ Con i suoi dipinti l’artista afroamericano esplora l’iconografia religiosa e la rivisita in versione ‘’hip hop’’ ’’

Chiudete gli occhi e pensate a come erano gli anni '80 a Los Angeles : le luci della ribalta di Hollywood con Ritorno al Futuro e Scarface, le boutiques lucenti, gli anni dell'edonismo Reganiano, il culto del macho con Schwarzenegger, la strip ed  i ''settantadue sobborghi in cerca di una città'' come diceva Dorothy Parker.
Kehinde Wiley si trovava proprio li dove non era difficile per un ragazzino adolescente crescere a pane criminalità ed Hip Hop. Ma al contrario di molti suoi coetanei fa una vita differente, frequenta scuole d'arte e si laurea al San Francisco Art Institute.

Da sempre apertamente Gay si fa conoscere come ritrattista pop-realista. Dipinge afroamericani che incontra nei sobborghi di Harlem, Queens e Brooklyn in pose eroiche traendo ispirazione dai corpi bianchi di nobili reali o aristocratici dipinti dai vecchi maestri europei. Parla di identità, di genere e di sessualità, vede la pittura come atto politico e con lui l’uomo di colore non è più invisibile all’arte.

Obama lo sceglie per il ritratto presidenziale presentato questo Febbraio ed esposto alla National Portrait Gallery dello Smithsonian. Probabilmente per ricordare al mondo e soprattutto all’attuale presidente in carica che l’America è uno stato multirazziale.

Fino al 5 maggio potrete visitare gratuitamente presso il Bozar di Bruxelles le opere della serie ''Stained Glass''. Su vetro piombato colorato ,la cui luce sembra rivelare la presenza divina  (lo stesso vetro delle chiese cristiane del V secolo) troverete maestosi soggetti afroamericani ''santificati'' con tanto di bomber , canotta e nike ai piedi. Anche se una vergine in versione hip hop potrebbe scioccare vale sicuramente la pena fare una visita se vi trovate in città.