︎     ︎    ︎


DESIGN   ARTE   FOTOGRAFIA  TALK WITH  






LUCIO FONTANA
︎
AMBIENTI



Lucio Fontana è stato una delle figure più rilevanti della scena artistica internazionale del xx secolo. La sua opera ha profondamente influenzato generazioni di artisti ed è ancora oggi un riferimento per la sua unicità. Affascinato dal cosmo e consapevole dei nuovi orizzonti prospettati dalle scoperte scientifiche dell’epoca. Fontana ha investigato i concetti di materia, spazio, luce, vuoto, utilizzando i materiali più diversi per estendere i confini dell’arte. Accanto a ceramica, gesso,cemento e vernicie, ha sperimentato con il neon, la luce di Wood e la pittura fluorescente, ma anche con nuovi media come la televisione. Una pratica artistica che Fontana ha teorizzato in alcuni manifesti delineando la propria ricerca attraverso la definizione di Movimento spaziale- noto anche come Spazionalismo - da lui fondato in italia nel 1947. L’artista ha introdotto la terza dimensione della tela, praticando sulla superficie dei buchi sin dal 1949 e introducendo a partire dal 1958 il suo gesto più emblematico: ‘’il taglio’’. Fin dal 1930 ha orientato la sua ricerca artistica verso le tematiche che avrebbero dato vista allo spazionalismo, realizzando opere conceoite all’interno di architetture esistenti e collaborando con i maggiori architetti italiani dell’epoca fra cui BBPR, Figini e Polini, Marco Zanuso, Luciano Baldessari. Grazie a una delle sue opere più innovative e radicali- Ambienti spaziale a luce nera - in cui una serie di elementi fluorescenti erano sospesi al soffitto dello spazio espositivo. Dopo il primo ambiente spaziale del 1949 Fontana ha continuato a sviluppare negli anni questa tipologia di opere, affiancandola nella sua produzione pittorica e scultorea. Attraverso gli ambienti l’artista proseguiva la sperimentazione con il vuoto e la luce come mezzo per generare spazio, introducendo tecniche e materiali innovativi come neon, vernice fluorescente, gomma e anticipando la ricerca del movimento Light and Space, nato negli Stati Uniti tra gli anni ‘60 e ‘70. Ambienti riunisce per la prima volta due interventi ambientali e nove ambienti spaziali, fra le opere più sperimentali di Lucio Fontana, realizzate tra il 1949 fino all’anno della sua scomparsa. In questi lavori l’artista ha unito pittura, scultura e archiotettura nel tentativo di superare la concezione statica della forma plastica e creare uno spazio esperibile e percorribile dal visitatore. Concepiti come stanze e corridoi autonomi e progettati per gallerie e musei italiani e internazionali per la loro natura effimera gli Ambienti Spaziali sono stati sempre smantellati e distrutti al termine delle esposizioni, tranne l’ambiente presentato alla Galleria del Deposito di Genova nel 1967, oggi di proprietà del Musèe d’art contemporain de Lyon e attualmente alla biennale di Lione. Dispositi lungo la nvata di Pirelli HangarBicocca in ordine cronologico dal 1949 al 1968 gli Ambienti spaziali riflettono i temi ricorrenti della ricerca ambientale di Fontana: sfalsamento percettivo fisico e visivo dello spazio, riduzioni dei colori alla monocromia, centralità della luce al neon o di Wood, costruzione di corridoi o spazi labirintici. Ciascuna opera è presentata all’interno di stanze, appositamente ricostruite in base alle misure originarie. Ai due estremi del percorso espositivo sono invece installati Struttura al neon per ‘’Italia 61’’, a Torino del 1961, caratterizzata dall’utilizzo di soli tubi fluorescenti al neon, che danno vita ad elementi scultorei luminosi in stretto dialogo con lo spazio circostante.